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Premio San Martino

Premio San Martino 2018 - 8° edizione

“Nessuno ha tutto e nessuno ha tanto poco da non avere nulla da dare agli altri”
Questo premio è nato nel ricordo di mio marito Gianni Baiocchi, che nella Sua vita è stato testimone nel suo servizio al prossimo di un volontariato assiduo e silenzioso mettendo a disposizione della società la sua professionalità e le sue competenze. Donare tempo, cuore e vita è una forte testimonianza in una società spesso ripiegata su sé stessa. Esistono invece persone capaci di essere un “segno” concreto di disponibilità e di Speranza e che lavorano con entusiasmo per il bene comune.

Andrew introdurrà i nostri lavori con una sua composizione musicale ispirata all’atmosfera della Casa per dare maggiore spessore e spiritualità al nostro incontro.

Oggi nella nostra Casa con la presenza di tante persone testimoni di un volontariato libero, gratuito e profetico soffia più forte il “VENTO DELLA SOLIDARIETÀ”. Così ha definito il volontariato un giovane del Liceo Ulivi: un vento che non produce danni ma solo effetti positivi.

A San Martino si richiama questa nostra giornata nella quale segnaliamo l’azione gratuita di persone ed organizzazioni capaci di mettersi al servizio di un’umanità fragile e sofferente nell’ordinaria quotidianità di cui questo Santo è stato esempio e testimone.

La nostra Associazione ha conferito quest’anno il Premio San Martino:

Al Sig. Alberto Mutti già Presidente dell’associazione ANMIC che lavora da anni per migliorare le condizioni di vita dei disabili e per recuperare i loro diritti. Un’offerta di condivisione sarà devoluta all’Associazione.

Premiati saranno anche: la Dott.ssa Maria Rita Cerri Università di Parma Orientamento e tutoraggio ed il Dottor Bruno Di Mari della Polizia di Stato

Entrambi sono portatori nei loro ambienti di vita e di lavoro di una attenzione verso le fasce più deboli della nostra Società. Li premiamo per la capacità di diffondere la cultura della gratuità e della solidarietà, nell’ambito del loro lavoro e delle loro relazioni amicali con uno spirito di servizio fondato sulla semplicità dei rapporti e con infinita disponibilità... a tutti loro vogliamo … fare festa.


Perché questo premio è assegnato nel nome di San Martino?

Molti ricordano, come ci è stato tramandato, il Suo gesto di grande condivisione. In una fredda giornata di novembre, nel lontano 353 d.C., di fronte a un uomo che gli chiede aiuto, intirizzito perché senza indumenti, egli taglia in due il suo mantello di guerriero e senza esitazione lo porge a chi è nel bisogno: un gesto immediato e spontaneo che risponde alle esigenze concrete di quel momento.
La storia poi ci racconta che durante la Sua vita San Martino ha operato anche per migliorare le condizioni degli indigenti, affrontando tante situazioni di ingiustizia presenti al suo tempo, facendosi protettore dei contadini contro lo spietato fisco romano, promuovendo la giustizia verso i deboli oppressi dai potenti. Con lui le plebi rurali rialzano la testa. Sapere che c’è lui dà coraggio!

Un impegno che anche il volontariato di oggi deve assumere, cercando di rimuovere le cause di tanti disagi. La nostra Casa con questa iniziativa vuol sensibilizzare tutti i giovani ed in particolare le nostre ospiti presentando delle testimonianze concrete capaci di fare vibrare i cuori delle persone. “Il vento della solidarietà” riesce ad allargare i nostri orizzonti umani nell’inserire le fragilità che incontriamo nelle nostre quotidianità.

Oggi Voi siete qui per un momento di festa. Di gioia, di nuove Speranze. Vogliamo fare festa a dei Volontari che quotidianamente tagliano in due parti il mantello per condividerlo con chi è nel bisogno ricordando ed attualizzando il gesto di San Martino ed esercitando il loro servizio nella normalità del quotidiano senza gesti eclatanti ma mettendo a frutto della nostra Casa e delle nostre ragazze la loro preziosa professionalità ed il loro esempio costruttivo. La nostra Associazione di Volontariato Internazionale è presente in tutto il mondo con vari servizi di ACCOGLIENZA per ragazze giovanissime bisognose di una Comunità rassicurante, formativa e carica di calore umano, con progetti di promozione di cui prevenzione, recupero ed integrazione sono i pilastri. Esattamente come in famiglia si aiutano quelle giovani che sono più in difficoltà.


Uscendo dalla nostra Casa vedrete tre grandi cartelli che campeggiano davanti alla nostra Sede.

Il PRIMO CARTELLO indica la dimensione del nostro servizio con la scritta “IN VIA”, innestata nel Mondo, che esprime la dimensione internazionale dell’Associazione. Significa che siamo in cammino per incrociare le strade di coloro che vogliamo servire. Umilmente, siamo ben consapevoli di dover essere sempre disponibili a modificare il nostro cammino per andare nella direzione giusta, per aiutare chi è in cammino sulle strade della vita e ci ricorda che dobbiamo essere persone esperte della via, la via dell’Amore che è Cristo.
Qui a Parma, una città che ci vuole bene, vengono realizzati i nostri progetti educativi, comprese le iniziative di solidarietà che rappresentano la sostanza del nostro impegno di volontari. Siamo sempre “in via”, in movimento, pronti al nuovo che avanza, senza timore di voltarci indietro. Per questo motivo manteniamo la nostra organizzazione leggera e flessibile, disposta a rinnovarsi con agilità per continuare a fare progetti legati alla realtà delle persone. Oggi occorre misurarsi sulle idee, sulla ricerca, puntando su un’Associazione ferma sui Valori, ma duttile, dinamica, in continuo rinnovamento.
Oggi c’è sempre più bisogno di accoglienza a largo respiro ed integrazione.

Il SECONDO CARTELLO, bianco e giallo, indica la nostra identità: siamo una Associazione Cattolica a cui Papa Leone XIII° ha concesso il privilegio di utilizzare i colori del Vaticano. La Casa è guidata da un volontariato presente quotidianamente con un impegno di servizio concreto, gratuito e vissuto nello Spirito di Cristo e nel Suo Vangelo. Si avvale inoltre di collaboratrici qualificate: per ognuno, una formazione permanente e globale fa da luce di fondo ai vari progetti. Operiamo con la convinzione che ogni uomo sia un progetto di Dio, unico e prezioso. Sappiamo che tutto quello che siamo e quello che doniamo viene da Cristo. Allora l’ascolto si fa accoglienza, condivisione, cammino solidale di fratelli... in una parola: Speranza”.

“L’Accoglienza è un modo di amare / Solo chi ama sa accogliere”

Il TERZO CARTELLO indica il nostro metodo: un impegno educativo attraverso un servizio di accoglienza, prevenzione, recupero, sostegno morale e materiale rivolto a ragazze giovanissime per trasformare in armonia le differenze sociali e culturali. Resta fondamentale per noi lavorare nell’accoglienza e poi comporre le varie diversità in modo profetico e reale. Di fatto, l’accoglienza a tutto campo e la sfida educativa sono aspetti fondamentali dell’identità ACISJF. L’Associazione vede infatti nella relazione educativa lo strumento per intervenire a sostegno delle nostre giovani, conducendole verso l’autonomia e l’integrazione come persone libere e responsabili. Riteniamo infatti necessario passare da una mentalità assistenziale ad una mentalità di promozione ed autopromozione.
Una città che ha le sue radici innestate nella solidarietà e nella condivisione è una città naturalmente orientata verso un grande presente ed un futuro di Speranza. Ci sentiamo in comunicazione e in rete con tutti e per questo vi accogliamo nella nostra sede; anzi, per meglio dire, nella nostra Casa, per rendervi partecipi dei nostri progetti e vivere con chi vorrà incontrarci un momento di condivisione e di fraternità.

Per questo tutto il volontariato e gli educatori che operano nella Casa cercano di dare molto spazio all’ASCOLTO di queste nostre giovani ospiti. Solo ascoltandole si possono realizzare dei progetti educativi, non fatti a tavolino, ma attraverso degli INCONTRI VERI. Un gesto d’amore diventa anche un atteggiamento culturale: pensare agli altri fa bene innanzi tutto a noi stessi. Passare dall’egoismo e dall’individualismo al bene comune, produce degli effetti molto positivi.

Parma, 15.11.2018
La Presidente
(Anna Maria Baiocchi)

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